Castello Svevo
Il Castello Svevo, detto anche Castello di Terra, sorge sulla riva del porto interno e condensa otto secoli di architettura militare e di storia della città.
Da Federico II agli Aragonesi
Le prime strutture difensive sorgono qui in epoca normanna, ma è Federico II di Svevia, nel XIII secolo, a trasformare il luogo in qualcosa di straordinario. Lo stesso imperatore che riuniva alla sua corte filosofi arabi, matematici ebrei e poeti siciliani volle a Brindisi una delle fortezze più solide di Puglia: per Federico ogni castello era anche un messaggio politico scritto nella pietra.
Due secoli più tardi furono gli Aragonesi a rimettere mano alle difese. Quando gli Aragonesi potenziarono la struttura, nel Quattrocento, dovettero confrontarsi con una novità destinata a cambiare la guerra: le armi da fuoco.
Un’architettura pensata per resistere
Il castello sorge sulla riva del seno di ponente del porto interno, con mura che ne proteggevano l’accesso al mare.
Le torri cilindriche angolari che si vedono oggi sono in gran parte il contributo aragonese: le forme tonde non sono un vezzo estetico, ma rispondono alle nuove esigenze difensive, perché disperdono l’impatto dei colpi di cannone meglio degli spigoli vivi delle torri quadrate medievali. Osservando i conci squadrati di epoche diverse, affiancati lungo le mura, si leggono le fasi successive di un edificio modificato e riadattato da ogni potere che si è avvicendato sul porto.
Dal carcere alla Marina
Per secoli il castello non fu soltanto un monumento, ma una struttura viva: fu carcere e poi sede di comando della Marina militare italiana, e le sue mura custodirono segreti navali fino al XX secolo. Questa lunga continuità d’uso è parte del suo fascino, non racconta una storia sola, ma almeno otto secoli sovrapposti, dalle difese normanne alla marina moderna, intrecciati come le correnti del porto che ancora lo circonda.
Dove si trova
Via dei Mille, 4, 72100 Brindisi BR, Italia